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Scritto da Administrator
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Martedì 24 Gennaio 2012 22:13 |
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LE CANZONI RESTANO
Verrebbe da dire che con la scomparsa di Giancarlo Bigazzi se ne va un pezzo di storia del nostro paese. Questo perché in epoca moderna anche il mondo dello spettacolo rappresenta in qualche modo il costume di una società e di un paese e la sua cultura. Verrebbe anche da dire che lasciando noi, fan di Tozzi, Bigazzi si sia portato via anche un pezzo di storia individuale di ciascuno di noi. Per fortuna sappiamo che non è così. Se riusciamo a guardare oltre il dispiacere per la perdita di una persona a noi cara, anche se non la conoscevamo, abbiamo di che consolarci con lo sterminato repertorio di canzoni che Bigazzi ci ha lasciato in dono. Gli artisti si sa sopravvivono a se stessi, grazie alle loro opere e Bigazzi, così come Tozzi, era senz’altro un artista. Nel suo campo uno dei più grandi, se forse non il più grande, che il nostro paese abbia avuto.
Lamentiamo ancora come il nome di Giancarlo Bigazzi non sia stato tenuto in debita considerazione quando era in vita così come lamentiamo ora quanto servizi tv e articoli a lui dedicati su giornali ed internet siano stati spesso approssimativi, superficiali e lacunosi. Ed allora è giusto che almeno quì, in casa Tozzi, il valore del Bigazzi produttore, compositore, paroliere e provocatore venga giustamente riconosciuto ed evidenziato. In realtà, in area staff, si è più volte discusso di come “avvicinare” Bigazzi per avere un contatto, magari un’intervista. Avremmo in qualche modo voluto dargli il giusto spazio in un forum che ruota intorno alla figura di Umberto Tozzi. Per tanti motivi questa idea è rimasta in sospeso. La sua prematura scomparsa non dovrà però essere motivo per dimenticarci di lui. D’altra parte, per noi che siamo cresciuti a pane e Bigazzi-Tozzi è praticamente impossibile e troveremo un modo per ricordarlo e valorizzare la sua opera.
Dai coccodrilli approssimativi e superficiali di cui si parlava qualche riga sopra emerge anche, ma non è una novità per noi, quanto sia stato sottovalutato, in passato come oggi, il sodalizio con il nostro Umberto Tozzi. E’ stato frettolosamente ricordato che Bigazzi ha scritto “per” (e non con) Tozzi le canzoni Gloria, Ti amo, Si può dare di più e Gente di mare. Canzoni messe un po’ in maniera disordinata nel lungo elenco di canzoni scritte da Bigazzi. In realtà, dal 1976 al 1991, Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi hanno realizzato insieme 10 album inediti con una media di 10 canzoni a disco, ovvero circa 100 canzoni. Per durata, repertorio e successi il binomio Bigazzi-Tozzi non è secondo a nessuno in Italia ed ancora una volta si è persa una occasione per ricordarlo.
Il divorzio artistico tra i due, non possiamo nasconderlo, ha anche avuto una coda di polemiche e spese legali, ma è stato soprattutto deleterio per entrambi dal punto di vista professionale. Nessuno dei due, senza l’altro, è stato in grado di ripetere i successi ottenuti lavorando insieme. Entrambi hanno trovato nell’altro il giusto completamento per sfruttare al massimo il proprio talento, uno paroliere (e non solo) e l’altro musicista (e non solo). Soltanto in anni più recenti c’è stato un riavvicinamento, certificato dalla dedica fatta a Bigazzi nel 2006 con l’album realizzato insieme a Marco Masini.
Umberto, che come noi e sicuramente più di noi sta soffrendo la scomparsa di Bigazzi, è attualmente impegnato nella lavorazione del prossimo disco. Disco che conterrà anche nuove versioni di vecchie hit scritte insieme al suo ex produttore, miglior modo per ricordare il paroliere fiorentino. Le persone purtroppo se ne vanno, le canzoni per fortuna restano.
Domenico, 25.01.2012
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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Gennaio 2012 22:58 |
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L'ALTRA META' DEL GENIO POP |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 19 Gennaio 2012 15:58 |
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(di bigazzi-tozzi)
L'ALTRA META' DEL GENIO POP
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La morte di Giancarlo Bigazzi crediamo che abbia lasciato tutti gli amanti della musica italiana con un grosso velo di tristezza e un senso di perdita altrettanto grande. La figura del compositore, musicista e produttore fiorentino, pensiamo non abbia eguali nel panorama musicale italiano e proprio per questo siamo portati a ritenere che la critica e il mondo musicale non gli abbia saputo tributare in vita il giusto
riconoscimento. In queste ore si corre certamente il rischio di incappare in coccodrilli intenti a rivalutare l’opera di Bigazzi con l’inconsapevole risultato di far apparire il tutto come un’operazione di circostanza.
Chi, come noi di Attimi, ha avuto modo di conoscere Giancarlo principalmente per la sua pluriennale collaborazione con Umberto Tozzi (dal 1976 al 1991) intende perfettamente il valore del suo apporto alla discografia del cantante e autore torinese. Chi come noi ha saputo approfondire la conoscenza del musicista fiorentino oltre i meriti raccolti con Umberto Tozzi, non si stupiràcertamente nel leggere che canzoni come “Eternità” dei Camaleonti, “Gli Uomini non cambiano” di Mia Martini, “Vent’anni” di Massimo Ranieri hanno tutte la sua firma. Per non parlare di quel progetto chiamato “Squallor” che, al di là della sola prevalente vicenda goliardica, ha di fatto rappresentato una sorta di avventura proto demenziale dalla quale gli stessi “Skiantos” hanno saputo riconoscere il proprio debito. Così come non stupisce saperlo autore di musiche importanti per il cinema come “Mediterraneo” o Mary per Sempre”. Insomma, una figura più unica che rara per l’Italia. Per tali motivi, molti degli utenti di Attimi in questi anni hanno a più riprese sollecitato la ricongiunzione artistica tra Umberto Tozzi e il Maestro fiorentino. La rotturadel loro sodalizio per molti di noi è stata vera e propria sofferenza, così come capita quando una coppia si lascia dopo tanti anni vissuti insieme. Non che il torinese non abbia saputo mostrare il proprio talento anche in assenza di Giancarlo – si pensi solo ad album e canzoni importanti prodotti proprio dopo la divisione (“Equivocando” e “Il Grido”), a riprova di un riscatto volto a dimostrare il proprio valore – ma a molti è sembrato che “l’altra metà”, ad un certo punto, avrebbe dovuto essere “resa”, ….perlomeno anoi cresciuti con quel binomio indissolubile che appariva sotto ogni titolo: bigazzi-tozzi. Sappiamo ora che questo non sarà più possibile e, chissà (?), forse è meglio che un sogno a volte rimanga tale, come un soldo…nell’aria.
“Vai e nel silenzio splendi, Giancarlo.”
Lorenzo, 20.01.2012
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 18:56 |
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Scritto da Domenico
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Venerdì 23 Dicembre 2011 13:49 |
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BUON NATALE NONNO ROCK
Il 2011 si sta per chiudere e, come sempre in questi casi, è tempo di bilanci. Attimi, il nostro sito/forum, quest’anno ha raggiunto un traguardo importante compiendo 5 anni di vita. Questo anniversario è stato sottolineato dalla necessità di dover “traslocare”, ed è doveroso ringraziare chi ha permesso tutto ciò, Mario in primis ma anche tutti coloro che hanno collaborato. In questi anni abbiamo perso qualcuno ma anche imbarcato nuovi utenti ed il sito è rimasto vivo nonostante il passare del tempo. Per questo dobbiamo un grande ringraziamento a Betti, sempre attiva ed attenta, pronta a rivitalizzare il sito al primo cenno di appannamento. Ma il grazie va un po’ a tutti, anche e soprattutto agli utenti, senza i quali il sito non avrebbe motivo di esistere. Ma proprio tutti, anche quelli che si collegano di rado, o che si collegano spesso ma che per motivi diversi non possono partecipare alle discussioni. Attimi siamo tutti noi.

In questi 5 anni (e mezzo) Umberto Tozzi, l’artista intorno al quale ruota il nostro forum e gran parte delle nostre discussioni, ci ha regalato alcune produzioni interessanti: Heterogene, Tozzi-Masini, Non solo live, Superstar. Già in passato ci siamo chiesti quanto sia lecito e giusto nei confronti di Umberto continuare ad aspettarsi cose nuove. Questo perché per Tozzi parla la sua storia, la sua carriera, i suoi successi ed una fama a livello planetario che ancora oggi gli permette di esibirsi in Canada come in Venezuela come in Australia. Però quando c’è di mezzo Umberto Tozzi è difficile pensare che il bello non debba ancora venire. Ed eccoci allora, ancora una volta, ad attendere un nuovo anno ed un nuovo lavoro. Una nuova produzione che si presenta, dalle poche notizie in nostro possesso, molto articolato ed ambizioso. Forse quel famoso “pro gettone” annunciato a Zevio e mai realizzato. Qualcuno forse avrebbe preferito un nuovo album in senso convenzionale, ma forse è giusto che una volta tanto sia lo stesso Tozzi ad autocelebrarsi, lui che prima di qualsiasi Luzzato Fegiz o Gino Castaldo è il primo critico di se stesso.
Il Natale che arriva è anche un Natale dal sapore speciale per Umberto e per tutti noi. Quest’anno Umberto trascorre le feste nell’inedito ruolo di nonno, NONNO ROCK, e noi gli siamo vicini in questo momento che sa di tenerezza e dolcezza. E chissà che anche questo evento non gli dia i giusti stimoli ed i giusti spunti per regalarci ancora grandi emozioni.
Buon Natale Nonno Rock e Buon Natale Attimi!
Domenico, 23.12.2011 grafica, Stefano_D
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Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Dicembre 2011 14:25 |
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Scritto da Stefano_D
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Venerdì 09 Dicembre 2011 12:38 |
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Roma nord
Mi voltai e rimasi colpito da quel sorriso disarmante che sembrava fatto apposta per catturare sguardi a cui era difficile sottrarsi e che invece nasceva ogni volta per nascondere un’innata timidezza. Ma l’uno-due definitivo avvenne pochi istanti dopo, quando mi chiesi il perché di quegli occhi così chiari e scoprii che erano di un verde smeraldo come mai avevo visto.
Finora avevo incontrato donne che erano consapevoli della propria avvenenza e questo determinava un’istantanea barriera nei rapporti. Ma questa volta non era così: bellezza e dolcezza felicemente coesistevano senza ombra in quelle forme. Ecco, in Francia lo chiamano senz’altro “coup de foudre” pensai mentre posavo il bicchiere sul tavolo.

Quando rialzai lo sguardo per cercarla ancora, la prospettiva di quella scena cambiò e con essa anche molte altre cose della mia vita, ma questo ancora non potevo saperlo. Gli invitati su quella terrazza, dal cui orizzonte spuntavano le guglie del duomo, divennero improvvisamente attori fuori campo con la luce che parve sfumare e far risultare tutto in secondo piano. Mi avvicinai a lei e la conversazione iniziò già destinata a non rimanere in memoria. Troppo forti erano i dettagli rispetto alle parole. Tutta l’energia era indirizzata a memorizzare il calore del tono della voce, il disegno delle sopracciglia, il profilo del naso e i profumi che avrebbero legato per sempre le istantanee di quei momenti. E ovviamente i discorsi non potevano rimanere memorabili essendo una serie continua di luoghi comuni. Tuttavia ci fu un attimo che mi riportò alla pratica realtà: lei mi confidò che con questo lavoro aveva potuto finalmente acquistare un appartamento alla Camilluccia rendendosi indipendente dai suoi. Mi feci spiegare dove fosse questo posto e quando ebbi la risposta si materializzò il risultato di un rapido conto chilometrico tra la casa di Bologna e quella di lei a Roma: 350 Km, più o meno…Ma fu un istante: poteva abitare davvero ovunque, non mi avrebbe importato nulla. La serata proseguì tra applausi, premiazioni, musica e tavoli bianchi che contrastavano con la notte scura e la sfumatura del bagliore luminoso della città. Venne il momento dei saluti. L’accompagnai all’ascensore e le porte si chiusero come un sipario su di lei. E subito un dolore e un’ansia s’impossessarono di me. Rimasi bloccato a fissare quelle porte chiuse, mentre la mia mente proiettava all’infinito pezzi di puzzle fatti di attimi appena vissuti.
Fu così per tutta la settimana. Ogni attimo libero era per lei. Immaginata, ma così reale, così presente come mai mi era successo. Venerdì sera, uscito dall’ufficio, presi la decisione di partire. Mi organizzai, e quando la sbarra del casello si alzò, pensai che quello che stavo per fare, in altre circostanze lo avrei giudicato come una pazzia, ora invece era la cosa più naturale che potessi fare. Non mi piaceva guidare di notte, ma il poco traffico mi faceva sentire un privilegiato: corsie tutte per me e una velocità di crociera facile da mantenere. L’autostrada mi sembrava una pista di aeroporto dalla quale non si decollava mai e le città erano fatte di luci dense all’orizzonte che si facevano attraversare lentamente. Ero emozionato e felice, e tutto questo mi teneva sveglio come il più efficace dei caffè preso in un autogrill. Ma sentii il cuore battermi più forte quando lessi su un cartello verde la scritta che mi avrebbe fatto uscire da quel lungo nastro grigio: Roma nord.
1.12.2011 Testo e grafica di Stefano _D
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Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Dicembre 2011 14:48 |
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