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Provate per un attimo ad immaginare l’Italia del dopo guerra, ancora sanguinante per le ferite lasciate dal conflitto mondiale, ma già proiettata verso un futuro di grandi prospettive ed alla vigilia del boom economico. Ora provate ad immaginare Torino, indubbiamente la città simbolo dello sviluppo industriale italiano, polo d’attrazione per migliaia di immigrati provenienti dal Sud Italia. 

Proprio nel contesto della Torino operaia, lontana parente in quel momento della Torino Reale dei Savoia, da papà Nicola, pugliese e mamma Immacolata, campana, viene alla luce il 4 Marzo del 1952  Umberto Tozzi. Nasce  sotto il segno dei Pesci, come molti altri nomi noti della musica leggera italiana quali Lucio Battisti e Lucio Dalla, solo per citarne alcuni. 
Umberto è  il più piccolo di casa, prima di lui sono nati il fratello Franco e la sorella Mafalda.
Umberto Tozzi cresce in un contesto familiare assai diffuso nel dopoguerra. Da una parte, genitori che, avendo conosciuto i sacrifici in anni difficili, sognano per i figli una vita migliore di quella vissuta in prima persona. Dall’altra parte, figli che, complici i primi echi di benessere, cominciano a sognare un futuro che possa passare anche attraverso le loro passioni e non necessariamente attraverso un lavoro sicuro in fabbrica o in ufficio.
Di passioni tipicamente giovanili Umberto ne ha due, quella per il calcio e quella per la musica, quest’ultima condivisa con il fratello maggiore Franco, entrambe osteggiate dai genitori, i quali sognano di vedere i propri figli “sistemati”, convinti che un buon posto di lavoro passi necessariamente attraverso il “pezzo di carta”. Pur essendo un promettente calciatore, alla fine sarà la musica a prevalere. Umberto avrà tuttavia modo di coltivare la sua passione per il calcio attraverso la Nazionale Italiana Cantanti della quale sarà uno dei principali protagonisti per tutti gli anni’ 80, dando così un seguito alle prime esperienze calcistiche fatte con la Taurus, squadra giovanile della sua città natale.


 

Le prime esperienze musicali


Umberto non era il solo a dare preoccupazioni ai suoi genitori. Ci aveva già pensato Franco, abbandonando gli studi, per inseguire ed intraprendere la carriera musicale. La determinazione del fratello maggiore diede i suoi frutti quando, grazie al brano “I tuoi occhi verdi”, arrivò il successo ed il nome di Franco Tozzi entrò per qualche stagione a far parte del giro dei big della nuova canzone italiana. In quegli anni Umberto comincia,  proprio grazie al fratello, le sue prime esperienze musicali. Appesi definitivamente e malvolentieri gli scarpini al chiodo, la chitarra diventa la sua ribellione e da autodidatta impara a suonare quello che diventerà il “suo” strumento, ma anche il pianoforte.
Nel 1968 dopo alcune esperienze in diverse band locali, con le quali Umberto si divertiva nel riproporre i pezzi dei Beatles, suo punto di riferimento musicale, e di altri gruppi famosi dell’epoca, all’età di 16 anni , entra a far parte della band del fratello Franco con il quale formerà il suo primo gruppo ufficiale, gli “Off Sound”. 
Tozzi si ritrova improvvisamente “a spasso” quando Franco, deluso dal sistema discografico, decide di rinunciare alla carriera di cantante. Umberto, contrariamente al fratello, non si perde d’animo,  ha deciso che quello del musicista sarà il suo futuro professionale ed inizia così una vita da pendolare che lo porta spesso a Milano, all’epoca capitale del mondo discografico italiano.  Umberto e la sua chitarra si mettono a disposizione di chi, in studio o in tour, ha bisogno di un turnista. Risale a questo periodo, i primi anni ’70, la collaborazione con il musicista libanese Patrick Samson.
Le soddisfazioni tuttavia sono poche ed i guadagni ancora meno. Almeno fino a quando Umberto non entra a far parte della Numero Uno, la casa discografica fondata da  Lucio Battisti e Mogol.
I due sono sempre stati molto sensibili nei confronti dei giovani talenti e così accadde con Umberto, al quale diedero fiducia e spazio.
Tra il 1972 ed il 1974 Tozzi suonerà la chitarra elettrica per alcuni dischi di Ivano Fossati, Oscar Prudente ed Adriano Pappalardo. In questo periodo Umberto entra anche a far parte del Supergruppo, una band composta da 13 elementi e capitanata dallo stesso Pappalardo. 
Il successo del Supergruppo fu grande ma breve. Questa esperienza diede comunque ad Umberto la spinta per formare una nuova formazione. I complici di questa avventura sono Massimo Luca e soprattutto Damiano Dattoli. Ma anche i Data, questo il nome del gruppo, ebbero vita breve e realizzarono un solo album.  



Da musicista ad autore


La collaborazione con Damiano Dattoli darà comunque i suoi frutti. Proprio in questo periodo infatti la figura artistica di Umberto Tozzi matura notevolmente, passando da semplice turnista ad autore. Tozzi e Dattoli firmano insieme alcuni brani poi incisi da altri interpreti, tra i questi “Io ti ringrazio” cantata da Mia Martini. Ma sarà un altro brano, firmato Tozzi e Dattoli, a segnare una svolta per la carriera di Umberto, ripagandolo di tanti sacrifici. Siamo nel 1974 e la canzone “Un corpo e un’anima”,interpretata da Wess e Dory Ghezzi vince Canzonissima.   
Umberto decide quindi di voler fare sul serio come autore, ma ha il problema di trovare un paroliere che faccia al caso suo. Insomma, guardava a Battisti e cercava il suo Mogol. Un paroliere con il quale scrivere canzoni da far poi cantare però ad altri interpreti, perché di cantare in prima persona Tozzi non voleva proprio saperne. Un po’ per timidezza, ma soprattutto perché assolutamente non convinto delle sue capacità vocali. Così, nei soliti giri tra case discografiche e sale d’incisione, Umberto viene a sapere che Giancarlo Bigazzi è alla ricerca di nuovi giovani talenti con cui collaborare. Bigazzi era già un nome noto del panorama musicale italiano, sua la firma su brani famosissimi come Rose Rosse di Massimo Ranieri o Luglio di Riccardo del Turco.
Incuriosito dal personaggio che aveva già avuto modo di incontrare e conoscere superficialmente, Bigazzi invita Tozzi a Firenze per discutere e valutare insieme le possibilità di una eventuale collaborazione.
Giancarlo Bigazzi capisce subito che dalle canzoni di Umberto può nascere qualcosa di buono e decide di puntare forte su di lui. Inizia così la collaborazione tra Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi. Un sodalizio artistico che attraverserà due decenni e che darà vita ad una serie lunghissima di clamorosi successi in Italia ed all’estero.



Da autore a cantante


Le prime canzoni a portare la firma Tozzi/Bigazzi  sono “Mi manca”, incisa da Riccardo Fogli, Marcella Bella e i Dick Dick,  ed “Io camminerò”, portata al successo da Fausto Leali ed incisa successivamente anche da Mina. Provinando le canzoni, Bigazzi intuisce le grandi doti vocali di Umberto e gli propone di cantare in prima persona le sue canzoni. Tozzi all’inizio mostra tutto il suo scetticismo. Riascoltare la sua voce che canta proprio non gli piace, ma soprattutto crede di più nel mestiere dell’autore. Un autore può durare per tanti anni, un cantante potrebbe finire in balia delle mode e durare meno. Ma Bigazzi insiste, Umberto ha effettivamente un timbro di voce molto particolare, e sa usare tonalità molto diverse. Ha un modo di cantare tutto suo e sa usare la sua voce come fosse un vero e proprio strumento musicale.
Tozzi finisce con l’accettare la sfida ed entra a far parte della Compagnia Generale del Disco (CGD) per la quale incide il suo primo 45 giri da solista: “Donna amante mia”. Siamo nel 1976, ed il primo 45 giri di Umberto Tozzi supera l’esame ottenendo un discreto successo. Umberto si convince della scelta: continuerà si a fare l’autore, ma solo per se stesso.
Il primo LP a portare il nome di Umberto Tozzi viene pubblicato nel 1976 ed include il meglio di quanto lui e Bigazzi sono riusciti a comporre fino a quel momento. L’album, “Donna amante mia”, non ottiene un grandissimo successo. E’ tuttavia un disco che verrà rivalutato negli anni, ed alcuni brani di questo album diventeranno dei classici, non solo del repertorio di Tozzi, ma anche della musica leggera italiana. In particolare “Io camminerò” (negli anni a seguire sarà soprattutto la versione di Tozzi ad essere ricordata) e “Tu sei di me”.



Da Ti amo a Gloria passando per Tu, Umberto cala il suo tris d’assi


Con alle spalle risulti non eclatanti ma comunque positivi, Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi iniziano a lavorare ad un nuovo LP, sviluppato tra Milano e Firenze, che darà una svolta importante e definitiva alla carriera di Tozzi musicista ed alla vita di Umberto uomo.
Siamo nel 1977, il nostro paese vive uno dei suoi momenti più difficili. In questo contesto Umberto sta per pubblicare il suo secondo LP. Il disco ha nelle sue note e nelle sue liriche molto del peso di quegli anni. Pur non prendendo posizione, pur non essendo un disco politico, nel nuovo disco di Umberto emerge un certo malessere sociale, si parla di operai e droga. I discografici di Umberto puntano forte su un brano impegnato, “Se tu mi aiuterai”, e vorrebbero farne il titolo di punta.  Umberto e Giancarlo non sono d’accordo, hanno composto per questo album un brano che “sentono” molto di più, un blues all’italiana, lo definirà successivamente Tozzi. La canzone si intitola “Ti amo”, ma fa storcere il naso ai discografici, secondo i quali non può funzionare. Ma Bigazzi e soprattutto Umberto, si impuntano, assumendosi la responsabilità di un eventuale flop dalle conseguenze molto gravi per la sua carriera. I risultati però gli daranno ragione e “Ti amo” diventa un successo clamoroso. Il 45 giri resterà in classifica per tantissime settimane, ininterrottamente al numero 1 da Luglio ad Ottobre, vincerà il Festivalbar e sconfinerà addirittura in Europa. Sarà una canzone destinata a durare negli anni, bissando clamorosamente il suo successo addirittura 25 anni dopo legando il  nome di Umberto Tozzi indissolubilmente a questa canzone. Pur scrivendo ed interpretando moltissimi altri successi negli anni successivi, Umberto sarà sempre  quello di "Ti amo", titolo che se da una parte gli porterà  grandissima fama e notorietà dall'altra non gli risparmierà feroci critiche.  Non gli verrà perdonato, infatti, l'aver cantato nel 1977 così come l'inserimento di alcuni versi audaci e provocatori come "il guerriero di carta igienica".
La carriera di Umberto Tozzi "cantante" a questo punto ha ormai preso definitivamente il via verso una serie inarrestabile di successi.
All’album del ’77, “E’ nell’aria Ti amo”, che oltre a “Ti amo” include un altro suo cavallo di battaglia quale “Dimentica Dimentica”, segue nel 1978 l’album “Tu”. Per tutti coloro che avevano frettolosamente etichettato “Ti amo” come un piccolo miracolo oppure il successo di un’estate, arriva un altro titolo destinato a diventare un successo nazionale ed internazionale. Il brano che da il titolo all’album, “Tu”, ripeterà il successo di “Ti amo”. La conferma che questo timido ragazzo dai capelli rossi e dalle efelidi sul viso fa sul serio, arriva anche da altri titoli quali “Zingaro” e “Perdendo Anna”.
La consacrazione definitiva arriva nel 1979. Forte del successo avuto anche all’estero, soprattutto in Francia, dove con “Ti amo” e “Tu” conquisterà una importante fetta di pubblico che gli resterà fedele negli anni, Umberto decide di dare alle sue canzoni un sound ancora più internazionale. Per la realizzazione del suo nuovo LP Tozzi  vola a Monaco di Baviera per registrare le nuove canzoni scritte insieme all’inseparabile Bigazzi. Gli arrangiamenti vengono affidati ad un noto musicista ed arrangiatore americano, Greg Mathieson, già valido collaboratore di Elton John, Donna Summer e tra i responsabili della colonna sonora di “Grease”. A lui il compito di “vestire” con un sound nuovo, innovativo ed internazionale, il nuovo LP.  Per la terza estate consecutiva l’Italia intera canterà una canzone di Tozzi, ma “Gloria”, ancor più di quanto già successo con “Ti amo” e “Tu”, diventerà una grande hit internazionale, vantando diverse cover e versioni in molte lingue diverse, fino ad essere suonata addirittura dalla “London Symphony Orchestra”. “Gloria” farà il giro del mondo e qualche anno dopo toccherà la cima delle charts americane grazie alla versione di Laura Branigan portando Tozzi alla conquista del Disco d’Oro negli Stati Uniti, riconoscimento che prima di lui era riuscito soltanto ad un altro artista italiano,  il grande Domenico Modugno.
Ma “Gloria” si impone all’attenzione di pubblico e critica non solo come 45 giri, sarà l’intero LP a dimostrare la crescita di Tozzi autore, musicista ed interprete grazie a brani come “Non va che volo”, “Alleluia se”  e soprattutto grazie alla canzone  “Qualcosa qualcuno” che diventerà uno dei brani più amati del suo repertorio.
Gli anni ’80, sound innovativi e sperimentazioni.      

L’ottimo lavoro fatto per l’album “Gloria” convince Umberto che la strada intrapresa con Greg Mathieson è quella giusta e che bisogna continuare in quella direzione. Tozzi vuole definitivamente legare la poesia della lingua italiana ad un sound di grande respiro internazionale. Così, nel 1980,
Umberto torna negli Union studios di Monaco di Baviera per realizzare il suo nuovo LP dal titolo “Tozzi”, album che molti suoi fans considerano il suo lavoro più bello. 
Su indicazione di Mathieson, viene ingaggiato Lee Ritenour, vero mago della chitarra, già collaboratore dei Pink Floyd nell’album “The Wall”. E’ un album dalla chiara impostazione rock, dove la chitarra di Lee Riteneur ha un ruolo fondamentale e facilmente riconoscibile. Il compito di lanciare il disco viene affidato al brano “Stella stai”, forse canzone simbolo del “non-sense” lirico delle canzoni di Tozzi e dei testi di Bigazzi. E’ tuttavia l’album nel suo complesso a guadagnarsi grande credibilità, tra le nuove spiccano “A cosa servono le mani” e “Dimmi di no”.  Lo straordinario staff di musicisti americani a disposizione convincono Umberto ad affrontare per la prima volta il suo pubblico in un tour nei grandi spazi aperti. Il meglio dell’album Tozzi ed i successi degli anni’ 70 finiscono in un doppio LP dal vivo intitolato “In Concerto”. 
Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi sono sempre più convinti di muoversi nella direzione giusta, avendo trovato il modo di permettere ad Umberto di suonare ed interpretare un tipo di musica il più vicino possibile alla sua idee ed alle sue aspirazioni.
La ricerca maniacale di un sound perfetto, l’affiancare la sua anima rock alla sua anima più romantica e gli straordinari arrangiamenti di Greg Mathieson danno vita nel 1981 all’album
“Notte Rosa”. Nuovo lavoro destinato anche questo ad entrare nei cuori del suo pubblico grazie a ballate romanticissime come “Marea” e “Roma Nord” ma anche grazie a pezzi più rock come “Per Angela” e “Super Lady”. Ma la protagonista assoluta dell’album è indubbiamente la canzone che da il titolo all’intero LP, canzone che forse più di tutte, considerando il suo vasto repertorio, rappresenta il mondo musicale di Umberto Tozzi. Con “Notte Rosa” si conclude momentaneamente la collaborazione con Greg Mathieson, collaborazione che verrà ripresa anni dopo per altri importanti episodi della carriera di Tozzi.
La collaborazione con l’arrangiatore americano ha comunque lasciato il segno, ed Umberto vuole comunque continuare a proporre canzoni e dischi dove la ricerca del suono abbia grande importanza. Decide così di arrangiare in prima persona il nuovo album che viene pubblicato nel 1982 dal titolo “Eva”. Umberto torna a registrare in Italia avvalendosi della collaborazione di bravissimi musicisti italiani tra i quali Lucio Fabbri. Anche questa volta il titolo dell’album coincide con la canzone di punta. Tozzi e Bigazzi affrontano il tema dell’olocausto nucleare con grande maestria, mescolando attualità e poesia. L’album “Eva” contiene brani facilmente collocabili del repertorio di Tozzi come “Lo stare insieme”, ma anche brani più articolati e complessi sia nella struttura musicale che nei testi come “Mama”. Dopo l’album Eva, Umberto decide di concedersi una pausa discografica, mentre non si interrompe il suo vagabondare promozionale in giro per il mondo. Dal ’76 all’84 l’unico anno ad avere la casella vuota alla voce 33 giri è il 1983.



 LA CRISI E LA RINASCITA


Dopo 7 album in studio, 1 live e milioni di dischi venduti in tutto il mondo, Tozzi si concede una comprensibile prima pausa creativa. Nel 1983 decide di rinviare all’anno dopo la pubblicazione di un nuovo LP e si limita all’incisione di un 45 giri, “Nell’aria c’è”.
Arrangiamenti attuali, un testo furbescamente accattivante e la solita ottima interpretazione fanno di “Nell’aria c’è” un pezzo comunque gradevole e credibile nonostante sia lontano da altre sue produzioni di decisamente maggiore spessore.
Nel 1984 Tozzi pubblica l’album “Hurrah”. “Hurrah” è anche il titolo della canzone di punta. Gli arrangiamenti, curati da Umberto in prima persona, danno ancora una volta una veste internazionale al brano. “Hurrah” avrà anche una versione in inglese. Tuttavia, sia l’album che la canzone, non otterranno il successo sperato e vengono tutto sommato accolti con una certa freddezza anche dai fans più affezionati. L’album è di buon livello e presenta alcuni brani molto interessanti come “Non ho che te” e “Attimi”, tuttavia non può essere considerato all’altezza dei suoi predecessori. Di ciò non si accorgono solo pubblico e critica, ma anche lo stesso Tozzi, il quale, complice qualche situazione personale poco felice, decide di prendersi una nuova pausa e staccare la spina per qualche anno.
Il momento di riflessione sarebbe probabilmente durato più a lungo se non fosse stato per l’idea di portare a Sanremo, insieme ai colleghi, amici e compagni di squadra Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri, una canzone che poi sarebbe diventata il manifesto della Nazionale Italiana Cantanti.
Un giovane e promettente musicista, Raffaele Riefoli, in arte Raf, dopo alcune esperienze musicali in varie band, incrocia sulla sua strada Giancarlo Bigazzi con il quale inizia a lavorare come autore, finendo poi per cantare in prima persona le sue canzoni, proprio come successe ad Umberto. Tra le canzoni alle quali Raf e Bigazzi stavano lavorando c’era un brano che poi, modificato con la collaborazione di Umberto, divenne “Si può dare di più” e fu portato al successo nel 1987 dal trio Morandi – Ruggeri – Tozzi.
Come facilmente prevedibile, “Si può dare di più” si impose su tutte le altre ed il suo successo durò a lungo anche oltre il contesto sanremese. Il brano venne incluso in quella che possiamo considerare la prima raccolta “ufficiale” nella discografia di Tozzi, “Minuti di un’eternità”. Un’antologia di vecchie canzoni, ma non un vero e proprio. Mancano, infatti, alcuni dei successi principali (quali “Ti amo” e “Tu”) in favore di altri titoli meno noti ma evidentemente altrettanto importanti nella considerazione di Umberto. Tozzi si riprende il suo posto nel panorama della musica leggera italiana ed internazionale. “Gente di Mare”, scritta e cantata insieme a Raf, si classifica al terzo posto al Festival della Canzone Europea e pare non abbia vinto solo per questioni di look (Umberto e Raf si presentarono in veste troppo “casual”…). “Gente di Mare” fu in Italia e in Europa uno dei principali successi dell’estate ‘87.
I tempi erano maturi per tornare in scena con un album di inediti. Alla consolidata coppia di autori Bigazzi-Tozzi continua ad affiancarsi Raf, in veste di co-autore, arrangiatore e musicista. Insieme realizzeranno il nuovo album dal titolo “Invisibile”. Uscito nell’autunno dell’87, attraverserà tutto il periodo invernale, grazie anche ad un tour di successo che lo riporterà davanti ai suoi fans, quelli della prima ora e quelli che invece hanno “scoperto” Tozzi con “Si può dare di più”. “Invisibile” lascerà in eredità due canzoni di grande successo, “Se non avessi te” e “Immensamente”. Ma conterrà anche altri brani interessanti come la raffinata title track arrangiata in un insolito stile jazz, la grintosa “Io no” (utilizzata come sigla dal programma televisivo “Il processo del Lunedì”) e una canzone molto rappresentativa del modo di pensare la musica e il mondo discografico di Umberto, ovvero “Canzoni solitarie”.
Il tour teatrale di “Invisibile” porterà Umberto ad esibirsi in un tempio della musica Pop/Rock mondiale: la Royal Albert Hall di Londra. Fino a quel momento non era capitato a nessun altro artista italiano. Il concerto alla Royal Albert Hall sarà il pretesto per pubblicare, nel 1988, il secondo live della sua carriera. Altro lavoro destinato al grande successo.

Dopo i successi del biennio 87/88, Tozzi si concede nuovamente un periodo di pausa. Tornerà sulle scene dalla porta principale nella primavera del 1991. I cambiamenti del mercato discografico e il periodo di assenza dalle scene, convincono Umberto che tornare all’Ariston per presentare il nuovo disco sia il modo migliore. In un’edizione in cui non ci saranno eliminati e ultimi posti, a trionfare sono in tanti e tra questi soprattutto Umberto Tozzi. La canzone “Gli altri siamo noi” dà il titolo ad un album di grande successo, tra i più venduti del ’91. Con “Gli innamorati” Tozzi torna anche a dominare le classifiche dei brani più richiesti alle radio e più gettonati nei Juke-Box. L’album contiene anche una canzone amatissima dai suoi fans e considerata indiscutibilmente tra le sue creazioni più belle: “Un fiume dentro il mare”. Il successo dell’album riporta Tozzi nei teatri di tutta Italia con un tour di notevole successo, immortalato questa volta non in un disco bensì in video. Nell’autunno dello stesso anno, dopo 10 album in studio, 2 live e 1 antologia, Umberto pubblica per la prima volta una raccolta di successi dal titolo “Le mie canzoni”. I successi del ‘91 consacreranno ancora una volta Umberto Tozzi come uno dei protagonisti principali e più amati della musica italiana.
“Gli altri siamo noi” rappresenterà, tuttavia, l’ultimo capitolo della collaborazione tra Giancarlo Bigazzi e Umberto Tozzi. I rapporti tra i due in realtà non erano idilliaci già da qualche tempo, ma sarà soprattutto la vicenda legata al brano “Un adagio per dirti addio” a segnare definitivamente ed irrimediabilmente il loro rapporto. Questo avvenimento determinerà una svolta importante nella carriera di Umberto. Senza la collaborazione di Bigazzi, Tozzi vivrà negli anni successivi di alti e bassi. Allo stesso modo, però, anche Bigazzi non inciderà più come in passato sulla discografia italiana. Così come il rapporto con Tozzi, si interromperanno in maniera altrettanto brusca quelli con Raf e Marco Masini. Bigazzi continuerà a cercare di lanciare nuovi talenti ma con nessuno di essi riuscirà a ripetere i successi ottenuti con Umberto Tozzi.



Viali di cielo all’ingiù


Passano gli anni e cambiano gli scenari. Come successo ad altre storiche case discografiche italiane, anche la Compagnia Generale del Disco (CGD), per la quale Tozzi ha pubblicato tutti i suoi dischi dai tempi di “Donna amante mia”, viene inglobata in una major internazionale, la Warner Music. Forte del recente successo ottenuto con “Gli altri siamo noi” e “Le mie canzoni”, Umberto Tozzi firma un nuovo contratto e viene considerato, giustamente, uno degli artisti di punta della scuderia Warner. Umberto si butta con entusiasmo nel nuovo progetto discografico, sapendo di poter contare sul supporto dei discografici e vantando finalmente una libertà creativa a 360°. Per gli arrangiamenti e la produzione delle nuove canzoni, per la prima volta firmate solo Tozzi, Umberto si rivolge alla persona che forse più di tutti ha saputo interpretare il suo gusto musicale, Greg Mathieson. Viene così realizzato, tra Los Angeles e Roma, l’album “Equivocando”. Straordinari arrangiamenti, grandi musicisti, interpretazioni sempre all’altezza ne fanno un disco di grande successo. A distanza di 17 anni da “Ti amo”, Umberto tornerà a trionfare al Festivalbar con il brano “Io muoio di te” e sarà ancora una volta uno dei protagonisti assoluti dell’estate musicale. Il brano che più colpisce per la sua insolita struttura musicale è quello che dà il titolo all’intero lavoro. Nei progetti di Tozzi doveva essere questa la canzone di punta per promuovere e rappresentare l’album. Ma Mathieson e i discografici convinsero Umberto delle grandi potenzialità da hit di “Io muoio di te”, che nell’intro ha anche un voluto richiamo-tributo a “Gloria”. “Equivocando” viene portato in tour, in Italia e all’estero, grazie ad una band di musicisti italiani straordinari e bravi nel riprodurre live le sonorità del cd. Il tutto viene nuovamente immortalato in un video live.
“Equivocando” presentava sonorità nuove, un disco dalle evidenti sonorità pop ma che puntava deciso verso certe sonorità tipiche della West Coast. Convinto di avere ancora i discografici dalla sua parte, Umberto decide cosi di iniziare a lavorare ad un nuovo album, questa volta con sonorità molto più rock. Greg Mathieson e tutto il suo valido staff si trasferiranno a Roma per realizzare “Il Grido”. Le sonorità più dure richiamano necessariamente testi meno leggeri rispetto ad “Equivocando”, del quale può essere considerato la naturale evoluzione ma dal quale è per certi aspetti molto diverso e distante. Con dalla sua brani di spessore quali “Da che parte stai”, “No keys no doors” e “Arriverà per sempre carnevale”, Umberto Tozzi è convinto di aver realizzato un grande disco, probabilmente pensa si tratti del suo miglior album di sempre: resterà decisamente deluso quando i suoi discografici lo definiranno un “prodotto invendibile”. Iniziano da questo momento i dissapori con la Warner che si acuiranno sempre più negli anni successivi. I risultati in parte smentiranno i discografici: “Il Grido” entra prepotentemente in classifica e si piazza subito ai primi posti. “Il Grido” sarà anche il pretesto per un tour teatrale molto bello.



Aria & Cielo, incontro con il paroliere Mogol


Umberto Tozzi ha goduto per molti anni di una straordinaria vena creativa. Cosa che gli ha permesso di sfornare un disco l’anno dall’esordio fino al 1982. Da quel momento, si è concesso tempi più normali. Nel 1997, però, ad un solo anno di distanza dalla pubblicazione de “Il Grido”, Tozzi torna in scena con un nuovo album dal titolo “Aria & Cielo”. L’elemento cronologico non è però l’unico fattore di novità. In molti pensavano che con “Equivocando” e “Il Grido” Tozzi avesse ormai preso una strada artistica ben precisa. “Aria & Cielo”, invece, è quanto di più distante si potesse immaginare dalle produzioni più recenti. Da una parte, probabilmente, la voglia di non ripetersi e di rimettersi in gioco ogni volta, dall’altra, presumibili pressioni della Warner a puntare su “prodotti” più vendibili. Tozzi torna ad arrangiare in prima persona le sue canzoni e, altra novità, per la prima volta produce da sé un suo disco. La novità più importante è però rappresentata dalla collaborazione con Mogol. Dopo le esperienze di “Equivocando” e “Il Grido”, Umberto torna ad affidarsi ad un paroliere per la stesura dei testi. Quello che sulla carta poteva essere un sodalizio dalle grandi potenzialità però non decollerà mai del tutto. La collaborazione tra Tozzi e Mogol si limiterà a questa unica produzione. “Aria & Cielo” lascerà in eredità alcuni pezzi di notevole spessore come “Brava” e “Quasi Quasi”, ma anche e soprattutto un senso di incompiuto.



Bagaglio a mano, canzoni da portare nel nuovo millennio


Alla fine degli anni 90, Umberto Tozzi sta già lavorando ad un nuovo disco quando i discografici gli propongono di pubblicare una raccolta per festeggiare il 20° anniversario di Gloria. Questa proposta darà ad Umberto il pretesto di vestire di suoni nuovi i suoi successi del passato. Riascoltando le sue vecchie canzoni, infatti, Umberto non si riconosce più in certi arrangiamenti. Viene così prodotto e pubblicato nel 1999 il cd “Bagaglio a mano”, un greatest hits con due brani inediti e 12 successi riarrangiati e risuonati. Spaziando tra generi diversi, con la collaborazione di Marcello De Toffoli, Tozzi ha provato a ridare nuova luce ad alcuni suoi classici. In alcuni casi la nuova versione non è molto distante da quella originale, in altri le canzoni sono state totalmente stravolte (“Io camminerò” con un coro quasi gospel, “Tu” in versione dance, “Gli altri siamo noi” in versione funky, “Si può dare di più” in versione molto più intima). Con questi nuovi arrangiamenti Umberto decide di portare il suo passato nel futuro, nel nuovo millennio che sta per iniziare. Infatti, gli arrangiamenti di “Bagaglio a mano” saranno usati per i tour degli anni successivi. “Conchiglia di diamante” e “Mai più così” sono i due pezzi inediti, un’anticipazione del nuovo disco che seguirà un anno dopo.



UMBERTO TOZZI VERSIONE 2000


Archiviata la parentesi con Mogol, nel 2000 Umberto Tozzi torna ad essere autore in prima persona di musiche e testi e realizza, insieme a Marcello De Toffoli, l’album “Un’altra vita”. Per presentare il nuovo disco, Tozzi torna sul palco del teatro Ariston con la canzone che dà il titolo all’intero cd.
Purtroppo di questa partecipazione si ricorderanno soprattutto un’improbabile giacca rosa indossata da Umberto e le polemiche sollevate dallo stesso Tozzi relativamente alla partecipazione di superospiti italiani, mentre la canzone si classificherà all’ultimo posto.
Con il nuovo lavoro Umberto continua nella direzione melodica e sembrano definitivamente lontani gli echi di “Equivocando” e “Il Grido”. Anche per questo cd, come già successo per “Aria & Cielo”, Tozzi si avvale della preziosa collaborazione dei suoi musicisti di fiducia che da qualche anno formano in pianta stabile la sua band. “Un’altra vita” non sarà certamente ricordato come il miglior disco di Tozzi, ma avrebbe meritato senz’altro maggior considerazione ed è l’ennesima testimonianza di un artista sempre alla ricerca di soluzioni musicali nuove ed originali, quali ad esempio l’insolito intro di “Io e te naturalmente”, il ritornello in inglese di “Thank you very much” e gli arrangiamenti dell’intima “Mai dire mai”. Nell’estate dello stesso anno, a distanza di 4 anni dal precedente tour, Umberto Tozzi torna ad incontrare il proprio pubblico nella dimensione live. Alla vigilia del nuovo millennio c’è anche la novità del primo sito Internet ufficiale di Umberto che si rivelerà uno strumento straordinario per avvicinare ancor di più Tozzi ai suoi fans e, soprattutto, per permettere agli stessi fans di conoscersi tra loro fino a formare un gruppo di persone che si identificheranno sotto il nome di “Tozzifamily”.

Nel 2001 in Spagna viene pubblicato un greatest hits dei maggiori successi in lingua spagnola. “Gloria” e “Tu” saranno per l’occasione incise con un nuovo arrangiamento e faranno da traino al cd portando le vendite oltre le 100.000 copie. Ma sarà ancora una volta la Francia a far brillare di nuova luce la stella di Umberto Tozzi. “Ti amo”, inserita nella colonna sonora del film “Asterix e Obelix contro Cleopatra”, viene pubblicata in tre versioni diverse. Un cd singolo con la versione originale e quella con Monica Bellucci, protagonista del film, e, soprattutto, la nuova versione con Lena Ka, giovane ed emergente cantante francese. Con quest’ultima versione, a distanza di quasi 25 anni, “Ti amo” torna a dominare le classifiche di vendita in Francia e in Belgio. Tutto ciò farà da traino alla raccolta “Le mie canzoni” che Oltralpe diventa un vero e proprio bestseller superando le 600.000 copie (doppio Disco di Platino). Nel 2002, sempre in Francia, tocca ad un altro vecchio successo di Tozzi, “Tu”, rivivere momenti di gloria in una nuova versione, anche questa in duo con un'altra giovane cantante francese, Cerena.
Nel 2002 Umberto Tozzi torna a scalare anche le classifiche italiane. La sua raccolta enciclopedica “The Best of Umberto Tozzi” stazionerà per diverse settimane in Top ten e venderà 150.000 copie (Disco di Platino), risultato considerevole se si tiene conto dei tanti problemi del mondo discografico. E’ solo l’ennesima conferma della bontà del vastissimo repertorio di Tozzi, artista che ha saputo attraversare tre decenni e raccogliere una serie infinita di successi. Le canzoni incluse nel doppio cd, insieme ai due inediti “E non volo” e “Angelita”, vengono riproposte in tour durante l’estate. Per l’occasione sarà allestita quella che si può considerare forse la migliore e più rappresentativa scaletta che Umberto abbia mai proposto. Nel 2002 inizia anche la collaborazione tra Umberto e una nuova band formata da giovani musicisti con a capo il chitarrista Raffaele Chiatto.



LE PAROLE, IL RITORNO DI GREG MATHIESON


Per ascoltare un nuovo album inedito di Umberto Tozzi bisognerà aspettare il 2005, ovvero cinque anni dal precedente “Un’altra vita”. Non c’era mai stato, nella carriera di Umberto, un intervallo così lungo tra due album inediti. Nel 2003 e nel 2004 Tozzi continuerà con i tour estivi e parteciperà a diversi festival musicali all’estero, ma non pubblicherà materiale inedito.
Conclusa la collaborazione con Marcello De Toffoli, Umberto richiama al suo fianco Greg Mathieson per completare ed ultimare il lavoro iniziato dallo stesso Tozzi e da un suo nuovo collaboratore, Matteo Gaggioli. “Le Parole” viene registrato tra Pistoia, Los Angeles e Bolgheri.
Il ritorno di Greg Mathieson avrebbe potuto far pensare alla realizzazione di un album stile “Equivocando” o “Il Grido”, in realtà Umberto Tozzi realizza ancora una volta un album melodico e d’atmosfera, eccezion fatta per “Anch’io in paradiso” e “Schiuma”.
La presenza di Greg Mathieson nei lavori di Tozzi è sempre garanzia di qualità; infatti Umberto pubblica un album del quale colpisce soprattutto l’eleganza delle interpretazioni e degli arrangiamenti. Una raccolta di canzoni pop di alta qualità, delle quali alcune avevano tutte le carte in regola per diventare delle hit. Ancora una volta sarà il festival di Sanremo a tenere a battesimo il nuovo lavoro. Purtroppo la versione con cui “Le Parole” viene portata a Sanremo perde forza rispetto a quella originale e Tozzi viene eliminato prima della serata finale, anche in questo caso non senza qualche polemica. Seguirà comunque un fortunato tour, prima teatrale e poi negli spazi aperti, nel quale, oltre alle nuove canzoni, saranno riproposti i grandi successi di sempre, rispolverando, tra l’altro, “Un corpo e un’anima” in un’inedita versione “alla Tozzi”. Questo album segna anche l’ultimo capitolo del travagliato rapporto tra Umberto Tozzi e la Warner Music.



Da un’idea di Mario Ragni Tozzi/Masini


Nel febbraio del 2006 Umberto Tozzi si esibisce in un tempio della musica internazionale, il teatro Olympia di Parigi. Per l’occasione invita sul palco il collega e amico Marco Masini per fargli cantare una sua hit molto famosa in Francia, “Perché lo fai”, e per cantare insieme due hit storiche di Tozzi che Masini, all’epoca giovane collaboratore di Umberto, ha visto nascere: “Gente di Mare” e “Si può dare di più”. Da questo episodio scaturisce l’idea del discografico Mario Ragni di mettere insieme questi due big della musica leggera italiana per far loro incidere un disco insieme.
Umberto Tozzi e Marco Masini realizzano così un cd tributo al loro repertorio e al loro ex comune produttore, Giancarlo Bigazzi, dal titolo “Tozzi-Masini”. Insieme i tre hanno firmato alcune tra le più belle e più amate canzoni italiane di sempre. Una parte di queste canzoni vengono riproposte in veste nuova, con Tozzi che interpreta i pezzi di Masini e viceversa. Il disco contiene anche tre inediti cantati insieme. Tra queste spicca soprattutto “Come si fa…?”. In duo viene anche ricantato il successo di Masini “T’innamorerai”, per l’occasione riarrangiato da Tozzi in una versione funky-rock. Il disco ottiene un discreto successo (Disco d’Oro) e viene portato in tour nei principali teatri italiani raccogliendo ovunque grandi consensi. Il tour sarà premiato come “miglior concerto” dell’anno alla seconda edizione dei Venice Music Awards.
Il 2006 vede Tozzi indirettamente protagonista anche attraverso altri due episodi molto importanti. Da una sua idea artistica nasce il progetto “Heterogene”, un album di musica lounge al quale hanno collaborato, tra gli altri, Matteo Gaggioli, Raffaele Chiatto e Beppe Tinti, già da qualche anno sempre al fianco di Umberto. “Heterogene”, così come “Tozzi-Masini”, viene pubblicato dalla MBO con distribuzione Universal Music per un etichetta indipendente fondata da Umberto Tozzi, la Momy Records. L’altro episodio importante è la pubblicazione da parte della Warner di un doppio cd raccolta dal titolo “Tutto Tozzi”. Nonostante il disco esca a soli quattro anni di distanza dal precedente “The Best of Umberto Tozzi” ne bisserà clamorosamente il successo.
Lo “sfruttamento” da parte della Warner sui titoli di Umberto Tozzi continuerà anche nel 2007 con la pubblicazione di ulteriori raccolte, confermando ancora una volta, ammesso che ce ne fosse bisogno, la straordinaria qualità e vastità del repertorio di questo grande artista italiano.



Da Zevio a Superstar (passando in libreria)


Archiviate le collaborazioni che hanno portato alle prime pubblicazioni con etichetta Momy Records (Heterogene e Tozzi/Masini), nel 2008 Umberto Tozzi anticipa il ritorno sulle scene musicali annunciando la realizzazione di futuri progetti. Aderendo ad una iniziativa di carattere benefico in favore del reparto di Oncologia Pediatrica di un ospedale francese, Umberto Tozzi registra e pubblica la versione italiana del brano “Petite Marie”, cavallo di battaglia del cantautore francese Francis Cabrel. I futuri progetti, compreso il lancio di “Petite Marie”, vengono comunicati in occasione dello UT DAY, lo storico raduno tenutosi a Zevio, voluto dallo stesso Tozzi ed organizzato da Massimo Bolzonella, responsabile del sito internet ufficiale. I fan non dovranno aspettare a lungo ed Umberto Tozzi saprà ripagare l’attesa dei suoi fedeli estimatori con un 2009 ricco di sorprese. L’anno si apre subito con un nuovo ed articolato progetto discografico. Il lavoro, dal titolo “Non solo live”, esplora più dimensioni dell’artista. Il piatto principale è composto dal CD 2 che ci ripropone Umberto Tozzi nella dimensione “live”. I brani registrati e proposti sono una fedele fotografia dei concerti tenuti nel tour dell’anno precedente. Un disco dal vivo di Umberto Tozzi mancava nella sua discografia dall’epico, ma ormai datato, Royal Albert Hall. Ma il titolo lascia chiaramente intendere che “Non solo live” non è solo questo. Il CD 1 propone una manciata di inediti di buon livello che confermano la sempre verde vena creativa di Tozzi. Ma il cd dei brani registrati in studio non si limita agli inediti, oltre a Petite Marie trova posto anche una cover di Billy Joel ed un brano strumentale. Ad impreziosire ulteriormente questo nuovo lavoro di Tozzi la tanto attesa incisione di Un’corpo e un’anima, proposta in versione live. Passeranno soltanto pochi mesi e Tozzi riserva ai suoi fan un altro regalo. Questa volta non si tratta di canzoni, bensì di una personalissima autobiografia che permetterà di sviscerare tra i ricordi ed i segreti più intimi dell’artista e dell’uomo. Le sorprese tuttavia non sono finite, a Settembre dello stesso anno arriva anche l’album “Superstar”, una raccolta di canzoni del passato ripescando tra titoli meno noti o, come li definirà lo stesso Umberto, “b-sides”. Il lavoro viene accolto con molto entusiasmo tra i suoi fan, che vedono finalmente valorizzati, da Umberto in primis, certe canzoni rimaste ingiustamente troppo all’ombra delle grandi hit. In collaborazione con Matteo Gaggioli, già collaboratore di Umberto nelle recenti produzioni, Tozzi risuona ed incide nuovamente brani importanti del suo vasto repertorio ridando loro nuova vita. La già lunga e prestigiosa carriera di Umberto Tozzi vede così aggiungere altri preziosi ed importanti capitoli alla sua storia.







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