NORMALE

morana

NORMALE


La hall dell’Hotel Majestic accolse Luigi gremita di persone. Uomini distinti in giacca e cravatta e belle signore, di tutte le età, in eleganti tailleur. Luigi da subito accusò una sensazione di disagio, non era solito partecipare a questi convegni, lui era più un “soldato da ufficio”, le relazioni pubbliche non sono mai state il suo forte. Tuttavia quando il capo disse che doveva sostituire lui causa malattia l’addetto commerciale dell’azienda per la quale Luigi lavorava, lui non poté tirarsi indietro. Se non altro il capo fu clemente, conosceva le doti di Luigi ma anche i suoi limiti. Luigi è quello che tutti definirebbero un tipo normale che fa una vita normale, scandita da orari di ufficio, qualche birra con gli amici, la partita a calcetto il giovedì ed altre piccole ed innocue manie. Così per rassicurare subito le sue ansie il capo gli disse che era sufficiente prendere qualche appunto e fargli avere una breve relazione sugli argomenti discussi durante il convegno.

Al primo coffee break tutti si lanciarono fuori dalla immensa sala meeting per assaltare il tavolo del buffet dove erano disposti snack dolci e salati per tutti i gusti e una vasta scelta di bevande. Luigi si allontanò da quella folla di alieni e per giustificare il suo stare in disparte finse di leggere gli appuntamenti successivi del convegno attaccati su una bacheca in corridoio. “Ciao, tu devi essere nuovo, non ti ho mai visto agli altri meeting?” le fece una bella ragazza con i capelli raccolti ed un viso marcatamente truccato di nome Luana Marinelli (era il nome che Luigi trovò sul badge appeso intorno al collo di lei). Luana aveva in mano due bicchieri di succo di frutta ACE ed invitò Luigi a prenderne uno. Impreparato all’improvviso ed inatteso incontro Luigi borbottò qualcosa di incomprensibile con l’intendo di spiegare in qualche modo che in fondo si trovava lì per caso pensando così anche di giustificare un certo impaccio. Luana lo interruppe subito dicendogli che “non ho nessuna voglia di partecipare alla cena di gala di questa sera, tu cosa pensavi di fare?”. In quel momento Luigi si ricordo che c’era “anche” una cena di gala, alla quale in effetti non aveva nessuna intenzione di andare, tuttavia il suo piano B prevedeva una tranquilla serata in camera d’hotel a vedere qualsiasi cosa la Tv avesse passato. “Ci vediamo nella hall alle 20.00” fece lei mentre lui cercava ancora di mettere ordine nei suoi disordinati pensieri “ti porto al ristorante di un mio amico dove vado ogni volta che vengo qui per lavoro”.

Alle 19.45 Luigi era già seduto su una poltrona della hall ad aspettare Luana. Si era svestito di giacca e cravatta ed indossava abiti casual. Una anonima camicia a tinta unita ed un banalissimo e normalissimo jeans. Si tormentava l’anima chiedendosi se non fosse stato un azzardo accettare l’invito di una sconosciuta, se fosse vestito in maniera adeguata, se fosse stato all’altezza di una serata dai scenari imprevedibili. Alle 20.00 la hall si svuotò, gli altri partecipanti al convegno salirono sui due pullman gran turismo che portavano al ristorante sulla collina dove si sarebbe tenuta la cena di gala. A vedere apparire Luana, che usciva in tutto il suo splendore dall’ascensore, rimasero solo Luigi e gli addetti alla reception. Anche Luana era in abiti casual, e non sembrava più la donna manager conosciuta qualche ora prima, piuttosto la classica ragazza della porta accanto. Capelli sciolti che si adagiavano dolcemente sulle spalle, trucco appena appena accennato, jeans e maglietta che evidenziavano forme non eccessive ma ben proporzionate. Chiese alla reception di far chiamare un Taxi e con la testa fece cenno a Luigi di seguirla mostrando una sicurezza tale che fece sudare freddo il timido ed introverso Luigi.

A cena Luana fu un fiume in piena, non smise mai di parlare. Non toccò mai argomenti legati al convegno ed al lavoro. Allo stesso tempo non toccò mai argomenti legati alla sua sfera privata cosi come non chiese nulla di personale a Luigi. Parlando del più e del meno scoprirono di avere molte cose in comune, amavano gli stessi vini, scoprire angoli nascosti e sconosciuti del belpaese, amavano lo stesso genere di film. Avevano entrambi un debole per la musica anni ’80 e cominciarono a snocciolare nomi di artisti e gruppi improbabili visti una volta sola al Festivalbar e poi scomparsi nel nulla, facendo seguire grasse risate a nomi e look che tornavano in mente ora a lui ora a lei. In maniera del tutto normale i due finirono la serata nella camera di Luigi. Al Majestic c’erano solo spaziosissime camere doppie che venivano date anche per uso singola, nella stanza di Luigi un accogliente letto ospitò le loro acrobazie erotiche per tutta la notte. 

Quando Luigi si svegliò si ritrovò da solo, Luana aveva già lasciato la sua stanza. Si preparò di gran fretta per non arrivare tardi all’ultima sessione del meeting. Nella immensa sala riunioni cercava il volto di Luana tra centinaia di volti indefiniti e non prestava la minima attenzione a cosa dicevano i relatori che si alternavano al tavolo presidenziale. Nemmeno a fine meeting riuscì a trovarla tra mani che si stringevano e pacche sulle spalle di chi si dava appuntamento al prossimo meeting. Luigi corse alla reception per chiedere di Luana ma il portiere rispose “la sig.ra Marinelli ha fatto check-out mezz’ora fa ed ha lasciato l’hotel”. Come un cretino Luigi si rese conto che di Luana non sapeva nulla se non nome e cognome. Non sapeva di che città fosse, non si erano nemmeno scambiati il numero di telefono, non aveva nemmeno memorizzato il nome della sua azienda scritto sotto al suo sul badge che portava al collo. Nessun indizio che potesse in qualche modo far risalire a lei. Certo, con una giusta mancia forse il portiere non si sarebbe sottratto dal fornire qualche informazione in barba al rispetto della privacy. O magari poteva chiedere agli organizzatori del convegno un elenco delle aziende invitate. Ma erano entrambe cose che non rientravano lontanamente nel suo modo di fare. Luigi era talmente deluso da non sentire nemmeno il portiere che lo chiamava. “lei è l’ospite della 407 vero? La sig.ra Marinelli le ha lasciato questa”. Era una busta da lettera dell’hotel con dentro un foglio. “Ciao Luigi, sono stata bene con te, ma la nostra storia finisce qui. Io adesso torno a casa dove sono una moglie ed una mamma. Partecipo a questi meeting per concedermi qualche piccola distrazione dalla mia vita di tutti i giorni, che altrimenti sarebbe una vita troppo normale. Magari se torni ci vediamo al prossimo meeting…”. Luigi accartocciò il foglio e lo buttò in un cestino della hall pensando che di questo meeting non sarebbe rimasto null’altro se non una relazione da scrivere al capo e per la quale non sapeva da dove cominciare…

                    16.09.2012 Domenico                         graphic by Stefano_D



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