EVA

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EVA

 

La ultratrentennale, e gloriosa, carriera di Umberto Tozzi si caratterizza soprattutto per due periodi di grande successo e popolarità intervallati da un periodo di crisi creativa a metà anni ’80. Dopo un album d’esordio che non raccoglie particolari consensi, salvo essere poi rivalutato successivamente, il grande successo arriva nel 1977 con Ti amo e si consolida negli anni a venire. Esattamente 10 anni dopo, nel 1987 Tozzi torna sulle scene vincendo il Festival di Sanremo con il Si può dare di più e piazzando un album bello ed ispirato come Invisibile. Questi successi fanno brillare nuovamente la stella di Umberto Tozzi dopo alcuni anni bui culminati con il non pubblicare nessun album nel 1983, 1985 e 1986 e con un disco che non passerà alla storia pubblicato nel 1984 (Hurrah).

Ma se il 1987 segna la fine della crisi a quando fissare il suo inizio?

 

30 anni fa Umberto Tozzi pubblica un album dal titolo Eva, è l’ultimo album che il nostro riesce a mettere in fila ininterrottamente dall’esordio del 1976. Ultimo capitolo a pieno titolo del primo momento d’oro oppure inizio della crisi? Su questo punto il nostro Forum ha ospitato numerosi confronti tra chi pende per una parte e chi per l’altra. Probabilmente la verità sta un po’ nel mezzo nel senso che l’album Eva forse va messo qualche gradino sotto rispetto agli LP che lo hanno preceduto, soprattutto dal 1979 in poi (Gloria, Tozzi e Notte Rosa). Allo stesso tempo però il disco offre momenti musicali comunque molto interessanti.

Dopo le fortunate ed incisive collaborazioni con Greg Mathieson ed i suoi musicisti americani, Umberto Tozzi forma un team di ottimi musicisti italiani e firma per la prima volta gli arrangiamenti di un suo disco. Dal punto di vista musicale l’album è figlio dei suoi tempi con sonorità elettroniche e sintetizzatori in bella evidenza, in forte contrasto con le sonorità più rock degli album precedenti. Contributo importante alla realizzazione di questo lavoro viene offerto da Lucio Fabbri, le cui strade, purtroppo, incroceranno quelle di Tozzi soltanto in questa occasione. Tra tutti i dischi di quel decennio è il disco più “anni ottanta” che Tozzi abbia realizzato. A riascoltarlo adesso è forse uno dei dischi di Tozzi dal sapore più datato, proprio perché realizzato in uno stile che poi non ha avuto seguito. Sono brani che meriterebbero di essere ripresi e riproposti con suoni ed arrangiamenti moderni come in parte è stato fatto per Mama e Lo stare insieme in Superstar dove si è mantenuta una certa fedeltà alle versioni originali. Esito secondo alcuni meno fortunato per la nuova versione di Eva proposta in Yesterday, Today. Da un punto di vista dei testi invece, per la prima volta, predominano le canzoni che virano su questioni sociali. Non a caso anche il singolo che fa da traino è una storia d’amore con in sottofondo la minaccia di un conflitto atomico (siamo in piena guerra fredda). Nel disco poi si parla anche di disoccupazione giovanile (La testa sui binari), dell’alienazione causata dalla droga (Faccia d’angelo), dal consumismo (Himalaya) e dalla vita in città (Isola nel sole). Canzoni d’amore, in senso stretto, questa volta ce ne sono poche: Chiuso, Disprezzo e soprattutto Lo stare insieme (destinata a diventare un classico soprattutto perché ripresa nella raccolta post Sanremo ‘87 Minuti di un’eternità). 

Probabilmente la virata verso un suono e testi diversi non ha trovato pronto il suo pubblico della prima ora facendo sì che questo disco abbia venduto meno dei precedenti. Probabilmente ha inciso anche un singolo meno forte e meno incisivo delle precedenti hit estive. Tuttavia l’album nel suo complesso resta un disco di pregevole fattura e con spunti decisamente degni di nota. La stessa Eva resta un piccolo gioiello, un piccolo capolavoro di musica pop, lo conferma il fatto che ripreso in lingue diverse la canzone è poi divenuta una hit in diverse parti del globo. 

 

Domenico, 21.10.2012                                            graphic by Stefano_D



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