Cavalcando le stagioni come un grande re

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CAVALCANDO LE STAGIONI COME UN GRANDE RE

Quando il giovane e timido Umberto Tozzi, dai capelli rossi e le efelidi sul naso, lasciò la natia Torino per cercare fortuna a Milano, allora capitale discografica del belpaese, difficilmente poteva immaginare a quale gloriosa (aggettivo usato non a caso …) carriera sarebbe andato incontro. Cresciuto con due grandi passioni, entrambe osteggiate dal padre che sognava per il figlio una professione più stabile, Tozzi abbandonò il sogno di diventare calciatore per dedicarsi alla musica. Tuttavia la massima aspirazione era fare il turnista, in studio o nei live, per altri artisti oppure, nella migliore delle ipotesi, diventare anche un autore affermato. Insomma Tozzi si voleva ritagliare un importante ruolo ma non come protagonista assoluto. Invece, per circostanze più o meno fortuite e casuali, questo giovane e talentuoso ragazzo divenne improvvisamente un protagonista del panorama musicale, nazionale prima e internazionale poi. Una partenza un po’ in sordina con un album bello ma poco fortunato, e poi l’exploit di “Ti amo” che fece innamorare una generazione e che fece sconfinare la canzone italiana come non accadeva dai tempi de “Il blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Successo internazionale alimentato e consolidato da altre due memorabili hit come “Tu” e “Gloria”. Ma nella sua ultratrentennale carriera, Tozzi ha saputo coinvolgere più generazioni,  cavalcando le stagioni come un grande Re”. E’ successo nel 1987 quando Tozzi ha saputo rilanciarsi dopo un momento di appannamento, con successi nazionalpopolari quali “Si può dare di più” e “Gente di Mare”, consacrando quel momento di rinascita con un album epico registrato dal vivo alla Royal Albert Hall di Londra. E’ successo di nuovo ad inizio anni ’90 piazzando album di grande successo commerciale quali “Gli altri siamo noi”, “Le mie canzoni” ed “Equivocando”. Ma non solo, Tozzi ha saputo conquistarsi fette di pubblico di ogni età perché le sue canzoni sono entrate nelle case di milioni di italiani e la passione per quelle note è stata tramandata facilmente anche da genitori a figli, da fratelli maggiori a fratelli minori.

Nonostante un animo poco ruffiano e quel suo “non voler far parte”, Tozzi ha saputo ritagliarsi una nicchia di fan, il cosiddetto zoccolo duro, che lo ha seguito negli anni e che lo segue ancora oggi. Quella parte di pubblico affezionato che lo ha seguito nei successi come nei disastri. Quel pubblico rimasto fedele al proprio mito ancora oggi e che ha ricevuto proprio da Umberto Tozzi il giusto riconoscimento con la  giornata evento come quella che si è tenuta a Padova lo scorso 01 Dicembre 2012. E’ stata un’occasione per celebrare una gloriosa carriera e per gratificare quella parte pubblico più fedele che da una decina di anni abbondanti si riconosce nel nome di “Tozzifamily” e che ha trovato in Umberto Tozzi non solo un punto di riferimento musicale, ma anche un compagno di viaggio, la colonna sonora della propria vita, canzoni ed album che hanno scandito il trascorrere del tempo, legandosi ai momenti importanti di ognuno di noi. 

Un cammino condiviso quello di Umberto Tozzi ed i suoi fan, un percorso iniziato da Torino alla fine degli anni 60 e che, passando per Dischi d’Oro e di Platino, il podio di Sanremo, la Royal Albert Hall di Londra, l’Olympia di Parigi, ha trovato la quadratura del cerchio a Padova. Una giorno di festa dove i fan hanno celebrato la grandezza di Tozzi e dove Tozzi ha manifestato la giusta riconoscenza al suo grande pubblico, dove per “grande” non ci limitiamo ai numeri ma estendiamo il significato anche al bagaglio di ricchezza umana che la Tozzifamily porta con se. Padova verrà ricordata per sempre dai presenti. Per chi non c’era è in arrivo il tanto atteso DVD che segnerà un nuovo capitolo importante per la carriera di Umberto Tozzi e per chi lo ama.

Domenico, 10.12.2012                                                              Foto: Betti



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