Il brano che visse due volte (parte prima)

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Il brano che visse due volte (parte prima)

 

Il consiglio di Greg Mathieson dato a Jack White produttore del disco d’esordio di Laura Branigan di includere Gloria non cadde nel vuoto. Lo ritenne un brano valido e lo mise nell’Lp come riempitivo. Gloria english version si ritrovò li, con tutto il suo potenziale ancora inespresso, in un album la cui buona sorte era affidata ad un altro singolo e affrontò il mercato discografico statunitense sulla fine dell’autunno del 1982. Quello che successe fu che i dj (che ascoltavano per prassi professionale gli album per proporre i brani), dopo il singolo di punta proposto dalla produzione, iniziarono a mettere sul piatto Gloria ( a firma Bigazzi/Tozzi – Veitch) e la canzone prese il volo nelle radio e poi nelle vendite dei 45 giri raggiungendo i primi posti della classifica statunitense dove vi rimase per 36 settimane. Insomma quelle note che qui in Italia, per noi che leggiamo, fecero guardare in modo diverso e per sempre le chiese di campagna e i campi di papaveri, iniziarono a  far sognare anche dall’altra parte dell’Oceano i ragazzi degli States.

Allo Xenon o allo Studio 54, quando mettevano Gloria partivano piume e palloncini, tutti catturati da quella combinazione di note a cui era difficile rimanere indifferenti.

Trent’anni fa non c’erano motori di ricerca, email, chat, blog, forum o social network. Le notizie giravano, ma non avevamo tanti strumenti per catturarle, almeno non subito. Ma prima o poi, quello che ti interessava ti arrivava. E succedeva che poi ricordavi anche la circostanza in cui quella notizia l’avevi saputa, perché non avveniva mai nel solito modo come accade oggi accendendo uno schermo nello sue svariate dimensioni e sistemi operativi. Fu così che una mattina d’inverno salendo le scale che mi portavano in aula, un mio compagno di classe mi si avvicinò ed esordì con un : “Hai visto ieri sera…”. E mentre mi toglievo il cappotto e lo appendevo nell’attaccapanni del corridoio ricevetti questa news che mi fece sedere sul mio banco con una certa soddisfazione. La stessa che provai diversi mesi dopo quando andai con i miei amici a vedere Flashdance. L’amica della protagonista si presentò al saggio di pattinaggio e come base scelse Gloria perfomed by Laura Branigan. Dalle casse acustiche usciva Gloria mentre nello schermo le lame dei pattini lasciavano scie sulla pista ghiacciata metafora di un solco che il brano avrebbe lasciato nella storia della musica pop. Gloria stava diventando un classico universalmente riconosciuto. Ma per me lo era già, anzi, era molto di più.

 

Stefano_D 30.12.2012                                          oggetto ritratto nella foto appartenente alla collezione privata di Domenico



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