Due strani segni d'aria

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Due strani segni d’aria

Affascinato dalla pioggia che cadeva in giardino, Paolo se ne stava lì davanti alla finestra con una tazza di the caldo bevendo a piccoli sorsi. Qualche ora prima aveva incontrato Teresa o meglio, l’aveva incontrata di nuovo considerando il fatto che si erano conosciuti dieci anni prima e poi si erano persi di vista. Si ricordò di quel giorno alla festa di inaugurazione di un locale. Aveva da poco iniziato a frequentare Marta quando gli presentarono Teresa. Lei era venuta in città a trovare una sua amica e si sarebbe fermata solo pochi giorni. Al momento della presentazione scambiarono poche parole, poi con una scusa Paolo si allontanò. Aveva paura di sembrarle banale con quello che andava dicendole e per togliersi da questo imbarazzo pensò di sparire. Solo che poi si pentì di quello che aveva fatto. Con lo sguardo la cercò nella sala, la trovò e si accorse che se ne stava lì a dispensare sorrisi di circostanza in discorsi  a cui fingeva di interessarsi. A Paolo sembrò così. Prese due bicchieri, ne versò il contenuto da una caraffa e la raggiunse. “Ti stai divertendo?” le chiese Paolo. “Non proprio, ma in fondo non conosco nessuno. Comunque cerco di recuperare in fretta:  sono dei Gemelli e il segno mi ha trasmesso buone doti comunicative e relazionali” gli rispose con un sorriso disarmante ed aggiungendo: “E tu? Di che segno sei?” “Bilancia” rispose Paolo. “il mio segno mi porta a cercare la bellezza e l’armonia. È per quello che sono qui: ho visto una bella ragazza in disagio e quindi voglio rimediare!”  Sorrisero entrambi e continuarono a parlare per diverso tempo. Teresa stava frequentando la facoltà di Giurisprudenza come Paolo ma in un’altra università e lui si offrì di darle una dispensa che l’avrebbe aiutata a superare quell’esame ostico che lei non era riuscita a superare. “Ma devi andare a casa a prenderla e poi come te la restituisco?” Paolo la rassicurò. “ Abito in questo palazzo in un appartamento qui sopra. Ci metto veramente due minuti. E comunque puoi tenerla, non credo mi servirà più.  Anzi vieni con me così valuti subito se ti è utile”. Dieci minuti dopo Teresa era a casa di Paolo e si diressero nel suo studiolo. Una stanza piccola con una libreria che conteneva una serie di testi, cd e qualche trofeo sportivo: le attività e il tempo libero di Paolo degli ultimi nove anni se ne stavano li in quattro metri quadrati sviluppati in verticale. Teresa prese un paio di dispense che le sembrarono facessero al suo caso, poi prima di uscire mise lo sguardo sulla mensola dove stavano i cd e ne prese uno. “Ah! È un Best of . È uscito l’anno scorso. L’ho preso perché non avevo niente di questo cantante. Prendilo pure!” Teresa gli sorrise: “Grazie. Sto pensando a quando portarti tutta questa roba. Domani è venerdì. Vedo di fare delle fotocopie delle dispense. Poi alla sera sono ad una festa, quindi passerei sabato mattina se sei a casa. Sabato pomeriggio ho il treno per tornare”. “Si, tranquilla sono qui. Male che vada trovi i miei, ma per sabato mattina non ho programmi di muovermi”. Anche la sera prima Paolo non aveva programmi. Se ne stava in soggiorno a guardare la tv quando, erano circa le 22, suonò il campanello. Andò a rispondere al citofono:  era Teresa. “Sono qui sotto. Puoi scendere?” Paolo non rispose neanche e si precipitò all’ingresso. “Ma non eri ad una festa?” le chiese. “Si, ma questa sera essere dei Gemelli non mi hai aiutato proprio. Ho anticipato la partenza perché domani sera c’è uno sciopero dei treni e vorrei essere sicura di arrivare a casa. Ti ho riportato le dispense e il cd. Sono riuscita a farne una copia anche di quello. Grazie  di tutto. Scusami l’ora. Ci sentiamo!”. Teresa gli volse le spalle. Il tutto era durato trenta secondi. Lui rimase li senza dire nulla davanti al portone di casa mentre lei si allontanava inghiottita dalla pioggia. Già, pioveva anche quel giorno di settembre di dieci anni fa. Paolo posò la tazza sul lavello della cucina e stava per raggiungere l’interruttore per spegnere la luce quando le tornò in mente l’incontro di poche ore fa con Teresa al tribunale. Non si erano detti molte cose, assorbiti dei rispettivi impegni però si ricordò di una frase di lei mentre si erano congedati: “Hai più riascoltato quella doppia raccolta?” gli chiese. “No” le rispose un po’ stupito Paolo. “Lo avevo sospettato. Ciao!” …..sospettato?....Paolo ci pensò su ma non capì cosa mai avesse voluto dire. Si diresse verso il soggiorno e dall’espositore dei cd cercò quel “Best of”. Lo prese in mano e lo aprì incerto se mettersi ad ascoltare qualche brano oppure riporlo. Con stupore ci trovò dentro un foglietto a quadretti scritto a biro un po’ ingiallito. Lesse:”….e uscire da un’altra festa senza un perché….. Teresa 347 3445322”


         18.09.2013                                                                   graphic e testo by Stefano_D

                                                                                                              graphic Stefano_D




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