Ci siamo persi e...

CI SIAMO PERSI E...

Nicola se ne stava lì ad osservare la sua colazione nella mensa aziendale. Non gl’importava più di tanto che i biscotti stavano pian piano disintegrandosi nel the rendendo il tutto una poltiglia poco appetibile. Tantomeno che tra poco avrebbe dovuto incontrare il dott. De Rosa per degli importanti accordi commerciali. La sua testa era altrove, perso in una malinconica ipnosi come solo un suono di un carillon può dare. Erano più di tre mesi che non aveva notizie di Maddalena. Aveva deciso di chiudere con lei e andarsene in un’altra città accettando l’offerta del suodirettore commerciale. Gli venne in mente la prima volta che l’aveva conosciuta. Era una sera d’estate e Nicola con il suo gruppo stavano suonando ad una festa di paese. Maddalena che aveva accompagnato una sua amica che conosceva la bandse ne stava seduta in prima fila. Avevano aspettato la fine del concerto per salutarli. Nel frattempo si era però levato un vento improvviso con nuvoloni e lampi che si avvicinavano minacciosi. Le presentazioni furono pertanto frettolose. ”Ho parcheggiato lontano. Vorrei evitarmi una lavata. Voi ne avete ancora per molto?” Nicola le rispose sorridendo “No. Cinque minuti al massimo. Ma anche se fossero di più non m’importa: tanto stasera sono già stato colpito da un fulmine!” e mentre le diceva questo gli vennero i dubbi se Maddalena avesse davvero capito il significato di quella battuta. Casualmente si ritrovarono qualche giorno dopo.  Nicola era seduto su un tavolino di un bar. Aveva un blocco pentagrammato e con la matita continuava a scrivere e cancellare. Maddalena lo riconobbe e si avvicinò a lui. “Posso sedermi?” A Nicola i due secondi che passò in silenzio appena l’ebbe riconosciuta gli sembrarono un’eternità. Gli uscì un “Ciao! Che sorpresa!” e imbarazzato si mise a riordinare il tavolino come invito a sedersi. “Mi dispiace esser scappata l’altra sera..” Nicola sorrise per ostentare sicurezza e le disse: ”Hai visto?Tanto rumore per nulla. Avrà fatto al massimo due gocce…comunque fulmini bellissimi!” ”Cosa staiscrivendo?” gli chiese. “Una nuova canzone per il nostro repertorio. Solo che mi sono bloccato in questo passaggio…” “Posso vedere?” Maddalena accompagnò la domanda con la mano tesa a raccogliere il notes. Nicola glielo passò e notò che alla lettura dei righi faceva danzare nell’aria l’indice della sua mano. “Ma sai leggere la musica?” “Shhh! Passami la matita!” Nicola era sempre più stupito e la vide stendere sul pentagramma una sequenza fatta di Mi, Fa#, Sol, Do, Si, Fa#, Sib e un’altra sequenza di numeri. “Io farei così! Ah, riguardo alla tua domanda…si, ho studiato fino al quarto anno di Conservatorio, ma poi ho dovuto dare precedenza agli esami di Economia... Ti ho lasciato il mio numero se avrai bisogno di consulenza. Ora devo lasciarti. Ciao!” gli disse sorridendo mentre, dopo essersi alzata, rimetteva a posto la sedia. “Questa è veramente speciale” pensò. Poi il ricordo pian piano si dissolse e solo allora si rese conto di cosa era diventata la sua colazione. Si chiese come mai avesse pensato così a lei proprio oggi. Poi si ricordò che stamattina a casa, cercando nei cassetti un documento, trovò una foto di loro due. “Alle volte il destino sembra un film girato da un grande regista e questi due volti sono fuori campo da ogni realtà” pensò tenendo quell’immagine tra le mani. Lo distolse,riportandolo alla sua giornata lavorativa la spia rossa sul telefono. La sua segretaria dall’altra parte della cornetta annunciò: “Il dott. De Rosa è qui.” “Si grazie, lo faccia pure accomodare”. Prese una cartellina dalla scrivania e si diresse verso la sala riunioni. Entrò. I suoi ospiti erano seduti e al suo ingresso si alzarono. Il dott. De Rosa non fece in tempo a dirgli: “Buongiorno! Vorrei presentarle la mia assistente: la dott.ssa…” che dentro lui una voce esclamò: ”Maddalena!”


5.11.2013 Stefano_D                                                              graphic by Stefano_D



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