Come un carillon

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Come un carillon

La pioggia di Novembre aveva finalmente dato un giorno di tregua. Dopo interminabili giorni di incessante pioggia, finalmente Roma tornava a godersi un giorno di sole. Fu per questo che Damiano decise di trascorrere fuori dall’ufficio la sua ora di pausa pranzo. Nonostante il sole, la giornata non era particolarmente calda, eppure i giardini di Viale Carlo Felice erano tornati a popolarsi come nelle migliori giornate di primavera. Damiano scelse una panchina per mangiarsi il suo panino. Davanti a lui le mura romane sembravano collegare la basilica di San Giovanni in Laterano a quella di Santa Croce in Gerusalemme in un simbolico abbraccio. Intorno alla panchina uomini e donne di tutti i tipi portavano a spasso cani di tutti di tutte le razze. Qualcuno approfittava della bella giornata per fare un po’ di jogging, qualche mamma spingeva il suo passeggino, giovani studenti universitari avevano scelto i giardini per ripassare o prepararsi per qualche prossimo esame. Intorno alla panchina, Damiano era circondato da piccioni e pappagalli, che fingendo aria indifferente, aspettavano la caduta di qualche briciola di pane, o perché no qualche più generosa donazione. Finito di mangiare a Damiano restava ancora una abbondante mezz’ora di pausa. Mise le cuffie alle orecchie e schiacciò il tasto play del suo lettore Mp3. Chiuse gli occhi ed alzo la fronte verso il sole. Ad un certo punto le forti risate di due ragazze superarono il volume della musica fino ad attirare l’attenzione di Damiano. Le due ragazze, sedute su una panchina vicina, erano appena state al mercatino dell’usato di Portamaggiore. Da due grandi buste tiravano fuori oggetti curiosi ed ogni volta l’azione era accompagnata da fragorose risate. Damiano chiuse di nuovo gli occhi ma abbassò il volume della musica perché quelle risate ed i commenti delle due ragazze lo divertivano. All’improvviso udì un suono conosciuto, familiare, era il suono di un carillion. Damiano aprì subito gli occhi e notò che una delle ragazze aveva in mano una scatola dalla quale, una volta tirato su il coperchio, usciva un piccolo mulino a vento. Era il girare delle pale che azionava il suono del carillion. A Damiano tornò subito in mente un viaggio in Olanda fatto con Giorgia. Il loro primo viaggio insieme: le notti in campeggio, le passeggiate in bicicletta tra i tulipani, le visite ai produttori del famoso Gouda, la grande Diga di Afsluitdijk, i canali di Amsterdam. Mentre pensava tutto questo riconobbe una scritta sulla scatola: “G & D Estate 1998”. Il carillion che le ragazze avevano in mano era lo stesso carillion che Damiano e Giorgia avevano acquistato in occasione di quel viaggio. Con un pizzico di rammarico Damiano realizzò come Giorgia si fosse disfatta anche di questo ricordo in seguito alla loro separazione. Erano passati tanti anni da quel viaggio, ed erano passati tanti anni da quando la storia con Giorgia era finita, eppure Damiano non restò indifferente al suono del carillion. Decise così di provare a riprenderselo ed iniziò a pensare una strategia per convincere le ragazze a rivenderglielo. Poteva funzionare essere semplicemente sincero e dire la verità, o spacciarsi per un collezionista disposto a pagare di più di quanto non lo avessero pagato loro. Insomma Damiano era ormai pronto a rompere il ghiaccio e farsi avanti quando con uno scatto felino le ragazze riposero gli oggetti nelle buste e scattarono veloci verso la fermata del 3 per prenderlo in direzione della Sapienza. A Damiano non restò che accompagnare con lo sguardo la coda del tram fino alla curva davanti Santa Croce.


Domenico, 8.12.2013                                                                  graphic by Stefano_D



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