Cantando, viaggiando..

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Cantando, viaggiando..

Dopo una breve ma profonda crisi personale e creativa a metà del decennio, la vittoria a Sanremo con il trio  ed i successi commerciali sanciti dagli album Invisibile e Royal Albert Hall, gli anni ’80 si chiusero restituendo al suo pubblico un Umberto Tozzi la cui stella tornò a splendere brillantemente. E gli anni ’90 sembravano iniziare da dove il decennio precedente ci aveva lasciato. Con l’album Gli altri siamo noi (oltre 600.000 copie vendute) e l’antologia Le mie canzoni (oltre 800.000 copie), Umberto Tozzi sembrava destinato a vivere un ruolo da assoluto protagonista anche per l’ultimo decennio del secolo scorso. Per la maggior parte dei fan, all’epoca a distanze siderali dai propri idoli (non eravamo ancora nell’epoca di internet e della “condivisione” totale), i successi di inizio anni ’90 sembravano poter soltanto rafforzare e consolidare ulteriormente il lungo rapporto di collaborazione tra Tozzi ed il suo produttore-paroliere Giancarlo Bigazzi. In realtà il rapporto iniziava a scricchiolare già da qualche anno fino al giungere alla sua fine proprio all’indomani della pubblicazione dell’album Gli altri siamo noi. Sappiamo poi bene come sono andate le cose negli anni a seguire, l’uno senza l’altro, Tozzi e Bigazzi non sono stati più capaci di mietere successi come invece erano riusciti a fare unendo i loro due talenti in un sodalizio che in Italia vanta pochi eguali, secondi forse solo a Lucio Battisti e Mogol, con la differenza però di aver saputo esportare con più facilità e maggiori gratificazioni le proprie produzioni anche all’estero. Tuttavia il nuovo corso della carriera di Umberto Tozzi non iniziò male e tutto lasciava credere che in fondo il cantautore torinese avrebbe potuto continuare a camminare ancora a lungo con ruolo da prim’attore nel panorama della musica leggera italiana. Nel 1994, ovvero 20 anni fa, Umberto Tozzi fu ancora una volta protagonista della stagione estiva, esattamente come in passato accadde con pezzi firmati a quattro mani con Bigazzi. Questa volta però, autore di musiche e testi coincidevano nell’unico nome del suo interprete. “Io muoio di te” trionfò al Festivalbar e trainò al successo il primo disco del dopo Bigazzi. Seppure le vendite risultarono molto al di sotto del suo predecessore (circa 300.000 copie), “Equivocando” è forse l’ultimo album veramente ispirato di Umberto Tozzi, senza dubbio l’ultimo album con un successo commerciale riconosciuto ed indiscutibile. Ritrovatosi orfano non solo del suo paroliere, ma anche del suo produttore, Umberto Tozzi decise di ripescare una vecchia conoscenza del passato al quale affidare le sue nuove creazioni. Fu cosi che a 15 anni da Gloria, Umberto Tozzi e Greg Mathieson tornarono a lavorare insieme, dando vita ad un album di spessore, con sonorità per l’epoca molto moderne ed attuali, mettendo una distanza notevole dai suoni e dagli arrangiamenti del disco precedente. Tra i ringraziamenti, Umberto Tozzi cita proprio il produttore californiano “per aver orchestrato con grande gusto” il suo mondo musicale. Equivocando è un piccolo capolavoro di musica pop/rock che strizza l’occhio a certe sonorità d’oltre oceano, non sorprende infatti che tutte le basi musicali siano state registrate in California e con musicisti americani. E’ questa la prima collaborazione tra Tozzi ed uno dei turnisti più apprezzati al mondo, ovvero quel Michael Thompson con il quale Umberto si ritroverà a lavorare ogni volta che le sue strade e quelle di Mathieson torneranno ad incrociarsi. Dovendosi cimentare per la prima volta anche con i testi, Equivocando è forse anche uno degli album più autobiografici della sua lunga carriera. Non solo per le tante canzoni dedicate alla moglie Monica, alla quale va il ringraziamento di Umberto per averlo ispirato durante tutto il periodo creativo, ma anche per le canzoni dedicate ai figli Nicola (la struggente “Senza di te”) e Natasha (la delicata “Tu non lo sai”). L’album contiene anche un brano, “Il mio domani”, al quale Tozzi si dichiarerà più volte molto legato in varie interviste, tanto da imporre alla Warner la presenza di questo brano nel “Best of” pubblicato nel 2002 pur non essendo stato mai un singolo. A proposito di singoli, tre sono quelli estratti da questo album. La già citata “Io muoio di te”, la dolcissima ballata “Lei” e la title track “Equivocando”. E’ forse proprio questo brano su tutti a certificare ancora una volta il genio musicale di Umberto Tozzi, un brano dalla costruzione insolita, vestita di grandi atmosfere dagli arrangiamenti di Greg Mathieson. Nei pensieri di Tozzi doveva essere questo il singolo di lancio dell’album (come spesso successo in passato, singolo di lancio e album portavano lo stesso titolo). Furono poi i discografici, e lo stesso Mathieson, a convincere Tozzi sulla maggior incisività di “Io muoio di te”. Tozzi in realtà non era molto convinto, così come non era convinto nemmeno troppo dell’arrangiamento del brano che secondo lui, soprattutto nella parte iniziale, aveva un richiamo proprio a quella “Gloria” che segnò la prima collaborazione con Mathieson. Mathieson fu bravo a convincere Tozzi della valenza di quella sorta di “tributo” ad una delle sue canzoni più famose, ed i risultati gli diedero ragione.  Equivocando probabilmente non è il disco più bello di Umberto Tozzi in senso assoluto, e sicuramente piacerà poco ai fan legati soprattutto alla produzione firmata insieme a Giancarlo Bigazzi. E’ tuttavia il disco di maggior successo dopo il divorzio artistico tra i due,  è probabilmente il disco più bello dal 1994 ad oggi, è purtroppo l’ultimo grande successo di Umberto Tozzi.  Un disco che poteva segnare un percorso per gli anni a venire, percorso dal quale Umberto si è allontanato troppo con i dischi successivi per poi riavvicinarsi di nuovo a distanza di molti anni con l’album Today. Forse un po’ tardi.


Domenico, 24.08.2014                                                        graphic by Stefano_D 



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