Il giro del mondo in giro di




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IL GIRO DEL MONDO IN GIRO DI DO

 

Diciamoci la verità… essere un fan di Umberto Tozzi non ci ha reso la vita facile. Se da una parte le sue canzoni ci hanno fatto volare alto sulle ali di grandi emozioni, da un’altra parte abbiamo sempre dovuto rendere conto ad amici e parenti che, più o meno benevolmente, ci hanno preso in giro su alcuni versi cantati dal nostro. E tralasciamo le arrabbiature dovute a stroncature di preparatissimi critici musicali. Se c’è una canzone di Tozzi che negli anni ha attirato su di sé le maggiori attenzioni sul testo, questa è proprio “Ti amo”, canzone che in questo anno con l’angolo a spigolo compie 40 anni tondi tondi. Fu infatti proprio in un anno spigoloso, molto spigoloso, che “Ti amo” venne alla luce per diventare un successo prima nazionale e poi planetario. E’ probabilmente questo resta il peccato originale della premiata ditta Bigazzi-Tozzi, cantare nel 1977 di guerrieri di carta igienica e di donne che stirano cantando non passò sotto silenzio. Eppure, a giudicare dal successo della canzone, deve essere stato maggiore l’impatto positivo che questi versi hanno avuto sul pubblico che ha finito col premiare la farfalla che muore sbattendo le ali, le lenzuola di lino e sottane sulla luce. E pazienza se ancora oggi qualcuno si chiede chi era il guerriero di carta igienica e se sul web è stato addirittura lanciato un premio con questo nome per premiare i versi più assurdi del pop italiano.

Ma “Ti amo” non è stata oggetto di critiche solo per il suo testo, è anche la parte musicale che ha fatto storcere il naso a molti, accusando la canzone di reggersi unicamente su un semplice giro di Do. Premesso che ottenere successo con un pezzo apparentemente facile non può essere considerato un demerito –  semmai un merito – invitiamo chiunque ad accomodarsi e ripetere il successo di “Ti amo”. Il trionfo mondiale del brano è qualcosa di molto raro nel panorama musicale italiano. Pochissimi artisti italiani hanno visto una loro canzone arrivare al grado di popolarità raggiunta da “Ti amo”, canzone che a distanza di anni è ancora conosciutissima, grazie anche alle tante versioni che negli anni si sono susseguite. Proprio il suo successo internazionale ci conferma la valenza della sua parte musicale, a dispetto di un testo italiano non sempre comprensibile all’estero e a dispetto di versioni in tantissime lingue diverse dove spesso non si è tenuto fede al testo originale. Evidentemente la canzone vive di una forza propria, data da una melodia che arriva subito e prima di qualsiasi testo ci venga messo sopra.

E’ probabile che dopo i primi passaggi in radio, quando Umberto Tozzi era tutto sommato ancora sconosciuto ai più, in molti si saranno chiesti se dietro questa canzone ci fosse un idiota o un genio, e questo bastava per far capire che eravamo davanti ad una potenziale hit. Quest’anno Umberto Tozzi festeggia il quarantesimo anniversario di questo intramontabile successo. Lo fa insieme ai suoi fan con una nuova produzione discografica ed un tour celebrativo. Per l’occasione Tozzi ha lanciato una ulteriore nuova versione, facendosi accompagnare da Anastacia. La cantante americana si aggiunge così ad un lungo elenco di voci femminili che negli anni hanno cantato “Ti amo” nel mondo e che include tra le altre Dalida, Lena K e la bellissima Monica Bellucci.

Ma la forza di “Ti amo” sta nel fatto che anche a distanza di quattro decenni sia ancora la versione originale a suscitare le maggiori emozioni. La versione che ha permesso al brano di fare il giro del mondo e che ha permesso ad Umberto Tozzi di spiccare il volo verso una carriera di grandi successi e soddisfazioni dopo un debutto non fortunatissimo. E se continuiamo a preferire la versione originale è anche perché, oltre a testo e musica, questo brano si regge sulla splendida voce di Tozzi e la sua grande estensione. Nonostante tante versioni, non riusciamo a dire che qualcuno abbia cantato “Ti amo” di come abbia fatto il suo autore.

Sulla genesi della canzone e del suo successo vale anche la pena ricordare un paio di aneddoti interessanti citati dallo stesso Tozzi nella sua autobiografia “Non solo io”. Come quello che vuole il mix originale gettato in un cestino da Giancarlo Bigazzi, in quanto la qualità del suono non soddisfò l’allora presidente della CGD Guido Crepax, peccato che poi fu proprio il mix originale, successivamente recuperato, a finire sul disco e a ottenere il successo che tutti conosciamo. Oppure quello che vuole un noto discografico francese bocciare il brano dicendo che in Francia non avrebbe venduto una sola copia. Peccato che fu proprio la Francia per prima a portare oltre confine la musica di Umberto Tozzi e far iniziare proprio da lì il suo giro del mondo in giro di Do e dove ancora oggi lui è per tutti “Monsieur Ti amo”.

Pare che poi Ti amo non nasca in “Do”, bensì in “La maggiore”. Ma questo non lo dite in giro, dopo 40 anni potrebbe essere una verità destabilizzante per molti…


Domenico, 29.03.2017



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