Gloria se ne è andata (Stefano Dalto)

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GLORIA SE NE E' ANDATA


Gloria se ne è andata.

Si è portata via la radiosveglia, quella che faceva una soffusa luce verde in camera e i vestiti dall’armadio.  Li ha messi nel set di valige che le avevano regalato le sue amiche per le nozze. Le foto di noi sul comò sono rimaste lì.

C’è stato un periodo che rientravo a casa alla sera tardissimo dall’officina. Molti clienti erano contenti perché trovano l’auto pronta già il giorno dopo. Volevo arrivare stanchissimo per addormentarmi subito. La mattina scappavo il più presto possibile. Gli avventori abituali del bar delle 7 e 30 che facevano colazione con me erano la mia nuova famiglia. Non ci parlavamo neanche ma era riassicurante vederli ogni giorno e immaginare quale vita, quali legami avessero al di fuori di quei tavolini, al di fuori di quella vetrata. Qualche volta riuscivo a sorridere mentre ero alla cassa ai discorsi in corso tra la barista e qualche cliente. Pagavo così la mia voglia di normalità.

Gloria se ne è andata. Me l’ha portata via. È stato come rubarmi l’ossigeno dall’aria.

“Devi proprio andarci?” le chiesi.

“Lo sai che in ufficio sono l’unica che ha studiato il russo al linguistico. E comunque non posso tirarmi indietro. Ci tengo alla mia carriera. Ricordati che sono l’ultima assunta. La fiera di San Pietroburgo è molto importante per la Ditta”.

“La Ditta” è Pietro Malnati. Ha ereditato dal padre un capannone e una attività di falegnameria. Ora è lanciatissimo negli arredi su misura. Gloria dopo la laurea in architettura ha trovato impiego nell’ufficio tecnico di questa ditta. Fai disegni bellissimi di arredi interni. Con una matita tra le sue dita affusolate disegna colonne di legno, con un tratto leggero fa linee che sembrano imprecise e senza senso, poi quando ha finito capisci che sono le venature del materiale. Lui le realizza prendendo tubi arancioni in plastica per le fognature, le riempie di segatura e poi le riveste con un foglio sottile, giusto un millimetro di legno incollato e già lucido. E le vende in Russia.  Lui è andato a San Pietroburgo insieme a lei.

Gloria se ne è andata. Me l’ha portata via. È stato come rubarmi il sale dalla cena.

L’appartamento dove eravamo andati a vivere in affitto era piccolo ma ci bastava. Avevo trovato una piccola casa con giardino. Lei fece in progetto di ristrutturazione, io la domenica abbattevo muri, gettavo massetti, lisciavo pareti in cartongesso. Sembrava una casa distrutta dalla guerra ma eravamo felici perché immaginavamo le nostre cose: il soggiorno, la cucina, la camera, anche il giardino. Respiravo polvere e la sua felicità come fosse nebbia, non sapevo cosa volesse dire essere stanco.

 Gloria se ne è andata. Me l’ha portata via. È stato come rubarmi il sole in un giorno d’estate.

Ho aspettato il suo ritorno. L’avrei perdonata. Un giorno stavo guidando. Pioveva. Ho dovuto fermarmi sul ciglio della strada in una piccola rientranza del guardrail: stavo piangendo e non vedevo bene la strada. Ho battuto i pugni sul volante e ho spento la macchina. I camion che transitavano sulla statale davano degli scuotimenti come un vento leggero può far cadere le foglie ingiallite. In quel momento capii che non ci sarebbe più stato il futuro che avevamo immaginato.

Ora vive con il Malnati in una villetta ovviamente ben arredata, hanno un figlio e un cane. Lui me l’ha portata via.

È stato come rubarmi l’ossigeno dall’aria, il sale dalla cena, il sole in un giorno d’estate.

 

Stefano Dalto (31.12.20219)

Immagine: Michelangelo Pistoletto – Ragazza che scappa – 1967 - (quadro specchiante: immagine disegnata su specchio)



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